sabato 31 dicembre 2016

Al nuovo anno



di Fabio D'anna

Dimmi tu, anno che bussi alle porte di uno stanco dicembre,
a quali colori di farfalle
ruberai i tramonti,
a quanti fiori vermigli
assomiglierai nelle tue albe solitarie e ventose,
su quali labbra baciate e da baciare
poserai le tue lunghe ore di attesa.

Avrai un vestito nuovo
e un nuovo nome,
ruggirai alle intemperie degli inverni,
ti cullerai al canto
delle cicale d'estate
e vagherai rapito
nelle distese del grano dimenticato,
ti confonderai nelle foglie
brunite d'autunno
e nei risvegli
delle primavere d'intenti.

Ti chiamerò desiderio
e busserai
alle imposte del sogno
per destarmi
dai letarghi di malinconia
e dei ricordi luccicanti
al sole d'agosto.

Sarò io
il nuovo anno
con occhi adagiati
sui giorni a venire
e ci prenderemo per mano
nelle notti stellate
che mai sembrano avere visto il giorno.

Amami,
anno che verrà
e insieme
saremo ali
della possibile utopia
che si nutre
di passione e smarrimento.

lunedì 26 dicembre 2016

Assassina

by Silvia Dello Russo

E mi sento un po' morire
Tu assassini frammenti di me
Partendo dal centro del cuore
E mi sento un po' languire
Che tu assassini ogni istante la mia mente
E mi sento il tormento
Che assassini lenta e crudele l'anima.

E mai in vita mia
Ho provato tanta fame di vivere
Assassina!




domenica 11 dicembre 2016

Regalo di Natale

  
 
 
di Daniela Palumbo
 
Cosa vuoi offrirmi, stasera? Caffè per rimanere vigile o vino per ubriacarmi? Mi vuoi lucida, e sveglia, cosciente e presente a me stessa, oppure fragile e priva di difese? 
Siamo soli, io e te, in questa stanza, non è così? E di là, di sopra, oltre le scale di casa tua, c'è una terrazza, mi dicevi, da cui si vede la strada...

martedì 6 dicembre 2016

Preghiera laica

di Silvia Dello Russo

E siamo di nuovo qui
Io te e la morte
È venuta a prenderti ancora
Cerca di strapparti a me
Come un antico sacrificio ad ogni suo ritorno le diamo un pezzo di te
Ma sappiamo che presto ti prenderà tutta.
Vorrei, se voler ancora si può
Tu andassi a lei sognando
E non con quel mantello nero che ti costringe ad indossare
Vorrei, se ancor volere si può
Che avesse ancora pietà
Che ci donasse ancora tempo
Per i tuoi sogni
Per le tue canzoni
Vorrei se allor si può
Tu volassi via
E non ti trovasse più
Mai più

domenica 4 dicembre 2016

La candela

di Sandra Collura
(foto di Laura Collura)

In una sera vuota
la volubile fiamma della candela
d’angoscia pulsava.

Cominciò poi a tremare
come il rantolo della vita che si spegne
che si fa sempre più corto
infine sembrò morire
s’ allungò, si stirò, apparve solo un puntino blu
si dissolse la luce e la sua vita
in un fil di fumo nero.

Da quell’inerzia dolce
senza un perché s’accese una fiammella
piccola e brillante.
Consumò, col suo calore la bianca cera
creò nuove cose e forme
una stalagmite trasparente
la colonna di un tempio
le canne di un organo e da quelle poi,
lungo il fianco del suo corpo mutilato,
un bianco altare e un’altra fiammella ancora
sorgeva e cantava un salmo di gloria
e poi ancora un’altra più piccola
ma vitale e luccicante.
Erano cinque, tante
ognuna con la sua vita trasmessa, contagiata.
E’ forse simile a questa la nostra vita
che si trasmette e contagia quando  sembra finire?

Poi quell’effimera cattedrale di luce si sciolse
in un lago di lagrime dense
impantanandosi a terra
in piccole onde solidificate
e quel miracolo di moltiplicazione di luce
si raccolse in un’unica fiamma
che svettava solitaria, ultimo baluardo
nato da quelle diverse morti
che per un breve tempo
s’erano accese di vita

voce

by guido monte
photo by graciela muller pozzebon

"... una voce
sottile
di silenzio"


lunedì 28 novembre 2016

rien

by guido monte

il cielo resta a guardare
i microincubi terreni
nelle loro catene.
si va di buio in buio.
ogni vita è buio profondo.
mi sono addormentato
come senza possibilità di risveglio.
e nel sogno il tuo volto era triste
e ci guardavamo.


domenica 27 novembre 2016

Lingue, popoli e globalizzazione




Stupor Mundi n°147 del 18 novembre 2016.


Puntata dedicata alla importanza delle lingue locali. Dopo aver ascoltato dalla viva voce dell'autore, Ignazio Buttitta, la nota poesia "Lingua e Dialettu", si può ascoltare l'opinione del filosofo Diego Fusaro sull'importanza ed il ruolo che rivestono le lingue locali nell'attuale momento storico.

Original Sicilian Style: il reggae in lingua siciliana




Stupor Mundi n°146 del 4 novembre 2016.

Puntata dedicata alla band reggae catanese 'Original Sicilian Style'. All'interno il video ufficiale del loro nuovo singolo, appena uscito, che sta riscuotendo in poco tempo già un grande successo online, dal titolo "Aria di Scirocco".
Questo il testo del brano, tradotto in Italiano:
Aprila questa porta cosi entra un po’ d’aria
passa questo vento con un aria rivoluzionaria
tra odore di zagara e cultura di barocco
tra il mare e l’Etna, soffocati dallo scirocco.
Nella mia terra hanno preso
perennemente hanno rubato
preso e sempre preso e niente
hanno mai ritornato
dalle mille ricchezze ci hanno
usati e trascurati e poi ci hanno salutato
e dimmi se ti sembra giusto o ti sembra buono
mancano le strade e ci vogliono
fare il ponte come dono
ma come puoi fare
lo vedi questo mare
che coraggio ci vuole
per poterlo toccare
poi pensi che vuoi trivellare
si ma porti lavoro alle multinazionali
che loro sono il male e hanno fatto il male
lo sai che nelle zone del petrolchimico
non si può stare
la gente che muore e i bambini
che nascono malati
questi sono i dati
ma che parlate e parlate
belli vestiti e nelle loro ville seduti
poi quando si presentano
Che fate li votate?
Aprila questa porta cosi entra un po’ d’aria
passa questo vento con un aria rivoluzionaria
tra odore di zagara e cultura di barocco
tra il mare e l’Etna, soffocati dallo scirocco.
Se non arrivi a fine mese
e vedi i soldi sempre contati
e alla fine ti fai il conto che c’è sempre crisi
perché qua siamo dimenticati
sempre più emarginati
figli di un Italia solo sulla carta
e sempre più abbandonati
e se mi fermo un minuto a pensare
non ho più parole da dire
su quello che ti vorrei dire e sul dal fare
vengono dal nord e vogliono solo conquistare
questo sole e questa gente, caro
te lo puoi dimenticare!
Aprila questa porta cosi entra un po’ d’aria
passa questo vento con un aria rivoluzionaria
tra odore di zagara e cultura di barocco
tra il mare e l’Etna, soffocati dallo scirocco.
Loro hanno preso tutto è molto di più
noi non ci arrenderemo a questa guerra
per la nostra cultura e civiltà
Noi siamo l’isola delle vibrazioni..

martedì 25 ottobre 2016

I "Pupi di Surfaro" vincono a Cagliari il "Premio Andrea Parodi" (SM 145)




Stupor Mundi n°145 del 21 ottobre 2016.

La band nissena "Pupi di Surfaro" lo scorso 15 ottobre, a Cagliari, ha vinto il prestigioso "Premio Andrea Parodi", unico concorso in Italia di 'world music', con la canzone "Li me' paroli", scritta in perfetta lingua siciliana. In questa puntata di Stupor Mundi, che apre la 7^ stagione del programma televisivo, si parla di questo gruppo che fa musica di qualità e si può vedere ed ascoltare il video musicale della canzone vincitrice a Cagliari.

Note linguistiche: il lessico segue quello dei dizionari "Mortillaro" e "Pasqualino".

domenica 23 ottobre 2016

Il pettirosso


di Sandra Collura

Io e mia madre parlavamo, ricordavamo
e il presente era il  paravento del dolore.

Con le sottili zampe il pettirosso
saltellò lieve fino al  cuore
dalla finestra ci ascoltava
l’azzurro perlaceo del tramonto invernale.

Curioso, nel silenzio ci spiava
coi suoi piccoli occhi tondi
e dal rosso petto una calda fiamma tenera
d’affetto si sprigionava dalla variopinta materia

Muto, portava messaggi
di quelli che vanno e non tornano più
di mia sorella, scomparsa nell’ultima primavera
di mio padre che si è dimenticato di sé.
Lieve, un battito d’ali ci fa desiderare
che non vorremmo essere  sole.

24/01/2016

giovedì 13 ottobre 2016

Il nuovo libro di Francesco Scrima


Torri del vento Edizioni

 Riso Polo Museo regionale d’arte moderna e contemporanea di Palermo

 
presentano

 In nessun luogo, mai

 
di
Francesco Scrima

 
Modera

Giada Lo Porto

Interviene

Daniela Palumbo

 

Venerdì

28 ottobre 2016 ore 17,30

Palazzo Riso, Sala Kunellis

Corso Vittorio Emanuele, 365, Palermo

domenica 2 ottobre 2016

'A lingua siciliana


‘A Lingua Siciliana (di Euranio La Spisa©) Putenza di la Lingua siciliana di musica, di ritmu, d’armunia, la vera Matri di la puisia unguentu chi li cori tocca e sana! Â Curti di Palermu fu aduttata di dutti e littirati canusciuta, di li pueti ‘n versi fu scrivuta di nobili e rignanti fu parrata. E ora…Lingua mia, si’ tant’offisa, c’è cu’ di Tia, pirfinu prova unta e si nni sta pirdennu la to ‘mprunta scurdata, abbannunata, vilipisa! Pueti, Dutti, genti di cuscenza di la cultura siti la primera, datimi lustru cu la vostra scenza, pi fari di sta Lingua… ‘na Bannera!

sabato 1 ottobre 2016

L'intersezionismo speculare. Un approccio filosofico per una nuova grammatica musicale



Prefazione alla quarta edizione ampliata del Manifesto dell’intersezionismo speculare. (F. Bernasconi, Manifesto dell’intersezionismo speculare, Edizioni Nuova Prhomos, settembre 2016)

di Francesca Saieva


Cercherò di parlare di Intersezionismo speculare  in termini di fenomenologia dell’ascolto, quale possibile percorso di scrittura musicale.
Secondo Th. Bernhard, “ciò che si descrive rende manifesto qualcosa, che corrisponde alla volontà di verità di colui che lo descrive, ma non alla verità, perché la verità non è assolutamente comunicabile”. Un esercizio del pensiero, dunque, che si fa testualità esposta alla propria negazione. Quasi che la parola, nel suo essere auto-affezione, nel farsi musica e sentirsi parlare, perda la propria identità. Un preciso atto del decostruire all’interno di uno spazio ‘ridotto’, in termini di distanza io-altro, e ampliato dall’allontanamento dall’esatto centro geometrico di un pensiero nomade.

venerdì 16 settembre 2016

Una precisazione doverosa

Il gruppo di Palingenesi, per evitare fraintendimenti o confusione ai lettori, precisa che la email cui inviare qualunque tipo di materiale si chieda di pubblicare non è quella segnalata dal post sottostante (palingenesipalermo@gmail.com), bensì quella ufficiale che trovate nella colonna a destra della home page e cioè pablovargas@libero.it

giovedì 15 settembre 2016

Newbookclub on the road!



Il Newbookclub è una bella ed interessante iniziativa culturale nata a Palermo quattro anni fa al centro Tau da un'idea di Alessio Castiglione e, da un'annetto, divenuta "on the road". Un luogo suggestivo di Palermo, un gruppo di ragazzi con in mano un foglio, una penna e... via! Un laboratorio di scrittura creativa all'aria aperta, tra ragazzi e passanti di tutte le età. Ci si dà l'appuntamento su facebook ad un'ora stabilita e si parte: ciascuno ha a disposizione circa quaranta minuti per scrivere qualcosa su un tema comune; poi ci si avvicina tutti e, a turno, ognuno legge il proprio elaborato. Alla fine, si vota quello/i piaciuto/i di più. Il vincitore deciderà poi il tema del prossimo incontro.

Il testo che segue è uno dei brevi racconti scritti durante l'ottava tappa del Newbookclub (on the road) che ha avuto luogo martedì sera 13 settembre scorso, a piazza Sant'Anna. Il tema era dettato da una delle sei immagini che venivano distribuite a caso ai partecipanti. A questa autrice è capitata l'immagine di un vitellino.

martedì 23 agosto 2016

Piero

by Teresa Bianco



Ricordo poco della mia infanzia. Se penso a quando ero piccolo, chiudo gli occhi e vedo una enorme massa pelo bianco, bocche voraci che succhiano, sminuzzano, ingurgitano ingorde e io che cerco di farmi largo, nella speranza di riuscire ad agguantare qualcosa che faccia smettere al mio stomaco di brontolare. Morsi e spintoni.

giovedì 18 agosto 2016

Tu non eri facile

di Sandra Collura

16/12/15
  • Tu, non eri facile
    eri faticosa, come tutte le creature ferite.

    Il desiderio infinito tutti ci avvolge
    amati vorremmo essere come angeli
    afferrare vorremmo questo nostro tesoro
    e seppellirlo nell’illusione che nulla finirà mai
    che ci potremmo amare di più,
    ancora un po’ di più
    … sarebbe troppo facile.

    Ma quando è arrivata lei ed ha chiuso il tuo petto
    allora abbiamo compreso
    che tutto era in quell’abbraccio
    che volevamo un giorno o l’altro darci
    quell’abbraccio davanti alla porta di casa tua
    avevi la tua vestaglia rossa, fatta da tua madre
    tanti anni fa e ancora era lì, come la tua infanzia
    fatta di rose e di spine;
    la indossavi come un involucro
    da cui saresti volata via
    come una farfalla dal suo bozzolo.

    In quell’abbraccio tutto è stato amato,
    semplicemente.
    Da quella soglia abbiamo guardato
    tutto ciò che ora è qui
    non più sfigurato ma riconoscibile
     e bello

     

Goodbye, mister Freud



di Enzo Barone

Allora dunque aspetti un po’ che mi sistemi meglio e, impiegando tutto il tempo che mi è necessario, come sempre lei mi invita a fare, cerchi perfettamente supino la posizione migliore. Mi piace un mondo carezzare alla mia destra le natiche scoperte del bronzetto della Venere dei Medici; lo faccio ormai liberamente e con completa disinvoltura, come lei mi disse quel giorno che varcai per la prima volta la soglia di questo studio, dottore. Sono a mio agio adesso, disteso, tranquillo, rilassato che meglio non potrei. Chiudo gli occhi.

mercoledì 3 agosto 2016

Batter d'ali

by Silvia Dello Russo

E mi perdo in questo  incommensurabile chiamarti
Sciolta in te
Mentre  potente scorri in ogni parte di me.
Ed Entriamo cantando nella valle..
Mentre i tuoi fiumi sgorgano in me ed il mio sole sorge in te.
E sentìamo il vento che si genera dai nostri respiri
Così immersi nelle maree che si innalzano dai nostri orgasmi
E gli stormi di uccelli spiccano il volo dalle nostre mani e danzano nei cieli dei nostri corpi ..
In un solo battere d'ali.

giovedì 28 luglio 2016

Il pagliaccio e la filosofia (María Zambrano)



Recensione di Francesca Saieva

Nel 1953, María Zambrano, a distanza di pochi mesi, pubblica Charlot o el histrionismo ed El payaso y la filosofia, due brevi ma accurate riflessioni sull’arte clownesca, tradotte e curate da Elena Laurenzi nel recente volume Il pagliaccio e la filosofia (ed. Castelvecchi, 2015).
Una sorta di meditazione sull’istrionismo dai risvolti filosofici, in risposta alle accuse maccartiste di comunismo nei confronti di Chaplin e del suo film Luci della ribalta (1952). Un’analisi sul travestimento dell’artista-intellettuale, negli insoliti panni del pagliaccio.

domenica 10 luglio 2016

La pausa

by Silvia Dello Russo

E poi ci sono le pause
Quegli sconosciuti anfratti
In cui ciò che controlli
Esce , si ferma, esula dal giro di giostra
E nulla è
E hai paura
La paura mortale dell arresto
Della sospensione
Del lasciare che sia

È solo un frammezzo all ombra
Che sentì di esistere
Di poter rischiare
Di lasciarti finalmente essere
E
Non morire mai più

giovedì 7 luglio 2016

No title


by Silvia Dello Russo

Quindi esiste il silenzio
Che si veste di ogni parola del mondo
Ove ogni lingua è disintegrata
E tutto è comprensione

domenica 29 maggio 2016

La musica di qualità dei Calandra & Calandra




Stupor Mundi n°144 del 27 maggio 2016.

Due canzoni del duo Calandra & Calandra in questa puntata di Stupor Mundi, l'ultima prima della pausa estiva.
Nel corto musicale della prima canzone, "Canzuni d'Amuri", è possbile riconoscere il noto giornalista sportivo della RAI, Riccardo Gueli. Nel secondo corto musicale viene presentata la canzone "Scotula Scotula". I fratelli alcamesi Giuseppe e Maurizio Calandra fanno musica di alta qualità in perfetta lingua siciliana oramai da alcuni anni e la propongono con dei video musicali di qualità cinematografica. I loro brani e i video relativi hanno vinto numerosi premi. 


mercoledì 18 maggio 2016

L'amore mio

by Silvia Dello Russo

Te lo chiedo oggi
Ti chiamo
Ti grido
Ti voglio
..
Dal tuo eterno immenso
Rispondimi
Non lo farai?
Non lo hai mai fatto
O forse sempre
dalla tua stella,
A cui hai fatto ritorno.

Mi ascolti?

No
non voglio esistere
Senza me
Senza te
Che mi guardi disattento amante
Linguaggio mio
Eternamente amante

giovedì 5 maggio 2016

Alla cieca

di Gianluca Palacino

Che sia un sogno
o una realtà perversa,
questo non so dirlo.
La notte incalza sempre più,
scivola indisturbata
stravolgendo pensieri luminosi.
La luna dal canto suo,
impietosa e distante,
dimentica degli occhi
che dalla sera prima l'attendono,
si cela dietro umide mura.
Forse solo così,
le umane genti chiuderan gli occhi.
Senza luce là fuori
si negheran la vista,
alla ricerca di bagliori interiori.

lunedì 25 aprile 2016

L'originale isola del tesoro



Dal 21 aprile al 14 agosto 2016, al British Museum di Londra sarà possibile visitare la mostra dedicata alla Sicilia e chiamata "Sicily: Culture and Conquest". La scorsa domenica 24 aprile, l'importante quotidiano inglese "The Guardian" ha pubblicato un articolo sulla mostra, firmato da Laura Cumming. Ecco il testo tradotto:


Archimede ha avuto il suo 'momento eureka' in un bagno di Siracusa, in Sicilia. Antifolo, protagonista de "La commedia degli errori" di Shakespeare, viene dallo stesso posto. Cicerone descrisse Siracusa come la più grande e più bella di tutte le città greche, quando non era tanto un avamposto quanto una grande metropoli imperiale. Considerate questo quando passate attraverso questa città polverosa sulle scintillanti coste siciliane: fu un tempo così grande e potente come l'antica Atene.

mercoledì 20 aprile 2016

Corruzione sistemica, responsabilità e fede cattolica


“Pietà, dunque. Misericordia per chi
resta. Misericordia per chi non resta.
Misericordia per la stessa inesorabilità
del rimanere e del non rimanere.
Misericordia. Di quale inconfessabile
Speranza essa apre le porte?”
Michele Perriera - Lo scrittore e la morte -
La spola infinita - Sellerio


di Rosario Ales


Della parola corruzione riemergono vorticose scomposizioni semantiche: concorso di colpa, corresponsabilità, complicità e  favoreggiamento. 

domenica 10 aprile 2016

Un vecchio

di Daniela Palumbo


Questa storia può somigliare a una storia come tante. Meschina e vile come di continuo se ne sentono, ma di una meschinità aberrante, e per questo  meno insulsa e più indigesta.
Un vecchio, a cui puntualmente viene rubata la pensione, in un agguato appena fuori l’ufficio postale, a circa trecento metri da casa propria. Uno di quei vecchi che non hanno confidenza con certe diavolerie moderne che chiamano carte bancomat o peggio ancora “chiavette”, che ti dovrebbero aprire le porte del conto, più o meno come Mosè apriva le acque, ma che, delle volte, lasciano entrare pure i pirati.

venerdì 11 marzo 2016

VUOTI A PERDERE

di Vittorio E. Cozzo

Eravamo tutti lì
fra mosche e zanzare
come dei vuoti a perdere
dopo un concerto dei Rolling Stones
eravamo lì
quando il loro sessantotto
era già finito

Fu per molti di noi
l'ultima notte di luna

Ora i bimbi dormono
sul letto della solitudine
come dei vuoti a perdere
dopo un vecchio concerto
dei Rolling Stones

lunedì 7 marzo 2016

Moralia 6. La biblioteca del Padreterno

di Enzo Barone

Nella casa nella quale anche io ho abitato per molti anni c’è una piccola biblioteca fatta da un centinaio di libretti verdi della collana MEP, Edizioni Paoline. Li acquistò mio padre (ed ancora ne va fiero) più di cinquant’anni fa, cedendo probabilmente all’insistenze di un collega d’ufficio, ma anche piazzista di libri nei ritagli di tempo, per arrotondare. Come tanti a quei tempi.

mercoledì 2 marzo 2016

Don Quijote a Palermo


di Enzo Barone

 
Ammettiamolo serenamente: chi di noi (soprattutto tra gli over quaranta) non ha pensato ad un certo punto, almeno una volta, che vivere a Palermo è una sfida, una provocazione disperata, una scommessa con sé stessi, una malattia. Che solo l’insania di un amore sviscerato (e per questo ancora più assoluto) e alcuni suoi doni inimmaginabili  possono giustificare, rendere comprensibile. Come quello per una donna bellissima e perduta che ti condanni ad amare fino alla tua (ed alla sua) fine.

domenica 21 febbraio 2016

La Scola Poètica Siciliana traslatata in diversi lingui



Oggi, 21 febbraio, è la Giornata Internazionale della Lingua Madre, indetta dall'UNESCO per promuovere la diversità linguistica e culturale ed il multilinguismo. Palingenesi la celebra pubblicando questo articolo in lingua siciliana.


di Fonso Genchi

Comu tutti sannu, la prima lingua vulgari - in chiddu ca oji è lu territoriu di lu Statu italianu - chi addivintò lingua letteraria fu la lingua siciliana. A pàrtiri di lu 1230 circa, a la curti di lu Re di Sicilia Federicu II, infatti, s'accuminciaru a scrìviri composizioni poètichi in lingua siciliana. Grazi a lu còdici (manuscrittu) Vaticanu-Latinu 3793 e a àutri dui còdici di fini Ducentu, arrivaru 'n sinu a nuàutri na pocu di composizioni di sta Scola.

sabato 20 febbraio 2016

È questo l’Islam che fa paura (T. Ben Jelloun)



 
 
Recensione di Francesca Saieva
In È questo l'Islam che fa paura (Bompiani, 2015) T.Ben Jelloun, noto scrittore-giornalista maghrebino, affronta con lucida obiettività una questione alquanto spinosa e controversa, l'islam e la sua identità, offrendo un'accurata riflessione sui 'limiti' dell'islamismo che, come egli scrive, si pone come "una deriva dell'islam nel senso di una deviazione, un allontanamento".

martedì 16 febbraio 2016

Ending Amlet

by Silvia Dello Russo

Mi chiedo come fai
A perderti le albe
A non scioglierti nei tramonti
A non amare il vento forte
Il mare in tempesta
Che fa paura
E poi torna calmo e ti rassereni

Mi chiedo come puoi
Lasciarti scivolare tra le dita
Queste gemme
Rimanere nel buio
A fronte della luce preziosa

Mi chiedo come stai
Nel mondo che abiti
Senza vita
Senza verità
Senza stelle
Senza sogni

Poi in quest'alba nuova
Tra il canto di uccellini
Che nonostante la pioggia
Preannunciano un altro splendido sole

Comprendo che chiedere
È laddove cerchi e puoi trovare risposta
Ma nel tuo mondo senza lingua
Risposta e verbo
Non c'è.

sabato 13 febbraio 2016

Le antichissime lingue di Sicilia


( dal sito Siciliani Liberi )

di Massimo Costa

Le prime testimonianze storiografiche attendibili che parlano della Sicilia prima dei Greci le dobbiamo proprio ai Greci stessi, ed in particolare a Tucidide, storico scrupolosissimo, il quale ci dice che, a parte i Fenici o Cartaginesi che contendevano le coste ai Greci, le popolazioni autoctone dell’Isola erano tre: la più numerosa era quella dei Siculi che abitavano la Sicilia dal Salso verso est,
che sarebbero venuti nell’Isola circa trecento anni prima dei Greci (e quindi alla fine dell’XI secolo, intorno al 1000 a.C). Ad ovest del Salso erano i Sicani. Nell’estremo nord-ovest, essenzialmente nelle città-stato di Segesta ed Erice, trovavamo infine gli Elimi. Sulla venuta dei due Popoli più antichi le memorie storiche degeneravano nella leggenda: più tardi sarebbero arrivati gli Elimi, venuti dall’Asia Minore, e in particolare da Troia, dopo la sua distruzione (e quindi intorno al XII secolo a.C), mentre i Sicani sarebbero ancora più remoti, e addirittura con più di una leggenda sul loro insediamento: una remotissima dalla Spagna, un’altra, un po’ meno antica, dai Liguri d’Italia.
Ancor prima di questi popoli, tutto sommato attestati storicamente, si affonda nella mitologia pura, che favoleggiava di popoli poi estinti misteriosamente: i feroci Lestrigoni, e, ancor prima, i mostruosi Ciclopi.

giovedì 11 febbraio 2016

Mi disegni una pecora?

by Silvia Dello Russo

Non avevo mai chiesto tanto
Ma quel giorno salutandolo gli chiesi
..mi dia un libro da leggere

Da una semplice domanda
Cominciò un viaggio
Apparentemente interrotto dalla sua
Improvvisa morte

All'apparenza però
Perché il viaggio continuava
E lo continuiamo ancor insieme

Quanti libri ancora leggo
E lo ritrovo tra le parole
Poi mi risuona nella mente
Mentre si confronta con l'anima..

Quanti libri ancora leggeremo insieme
Quanti viaggi
Nel tuo
Nel mio
Ed in mille altri mondi
..
Ancora non sapevo
Che in quella semplice domanda
Io semplicemente ti chiedevo
La tua amicizia
Per l'eternità


martedì 12 gennaio 2016

Nuovo mondo

by Gianluca Palacino



Datti una meta.
Viaggia, esplora, conosci. Vivi.
Devi muoverti. Liberati dal torpore.
Corri senza una ragione.
Chiudi gli occhi, riaprili.
Impara tutto quello che puoi.
Devi vivere.
La partenza è la speranza,
la meta è il viaggio.
Abbraccia ogni singola parola, suono, calore, movimento.
Diventa foglia, vento, tempesta.
Giorno e notte.
Luce e buio.
Conosci persone,
una ad una.
Esplora credenze, tradizioni, luoghi comuni.
Crea brutti ricordi,
che tu possa apprezzare ancora di più quelli belli.
Piangi, ridi,
ama.
Solo allora,
colmo di tutto il sapere,
libero da ogni convenzione umana,
alla fine di quell’immenso vortice,
avrai scoperto un mondo nuovo.
Il tuo.