sabato 13 aprile 2013

Apnea

 
di Angelo Petri II 

storpierò le mie strofe orribilmente
per cancellarmi i segni
frammentarmi allo specchio
vomitarmi addosso le parole
camuffate da pareti scoscese
o voragini di silenzio
echi distanti d’inutili tormenti 
 

raramente ho restaurato le mie stanze
di ricevimento. Lo farò
ora che le finestre sono esplose
 
e mi proietto per strada
cerco i brandelli di volti fatti a pezzi
non riesco a respirare
né a godere
del sorriso agghiacciante
nato dal tasto del tuo cellulare

1 commento:

  1. Devastantemente bella, carica di raffinato struggimento e disperazione: un po' pavesiana e un po' pasoliniana.

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