lunedì 8 agosto 2011

contemplazione

di Francesca Saieva

Con la mente pura, di colui che preferisce non vedere,
guardi la vita e il mondo tra cose del cielo e della terra:
metamorfosi che adempiono al mistero,
a ciò che vi è racchiuso. Nel tempo
che unifica nel suo evolvere: il passaggio
alle lacrime di Saturno che scandiscono il tempo
e la storia celeste della mente, nella coscienza
di una Weltschmerz. Le apparenti cose naturali,
nell’impronta dell’Uno, fermano il ricordo
di ciò che è stato, del dolore o inganno,
fallibilità del suo tempo allo sguardo vigile
di “alberi pazienti”, natura spettatrice
di un inesorabile destino… per rispondere
ai misteri della natura, al fluire delle passioni,
alla volontà di agire, tra richiami nostalgici
e impeti dettati dalla speranza, di un tutto
risolvibile nel sogno, nell’estraneità del risveglio
di ciò che definiamo umano, esule dalla terra.

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