sabato 31 dicembre 2011

Dagli autori a tutti i lettori di PAlingenesi

BUON


Night and day

di Laura D


Se quest’anno non ci sono state novità rilevanti da segnalare nella vostra vita quotidiana, provate per il nuovo anno a stilare un elenco di tutto ciò che vorreste cambiare; sbizzarritevi con la lista dei vostri progetti futuri,  non tralasciate nessun desiderio, quelli impossibili sono i più spassosi da trascrivere. L’occorrente è di facile reperimento, bastano infatti  un foglio, una penna e un minuto di raccoglimento. Un modo per entrare in confidenza con la vostra parte creativa sarebbe quello di stimolarla attraverso l’espressione artistica, così gli eventi della settimana proposti saranno il rotore di questa nuova impresa personale.

 Il primo gennaio al Teatro Biondo Stabile di Palermo in via Teatro Biondo 11, va in scena Natale in casa Cupiello di Eduardo de Filippo, proponendo un’ edizione innovativa di una delle commedie più famose e celebrate dell’autore, con Nello Mascia, Benedetta Buccellato, Sergio Basile, Gino Monteleone, Roberto Giordano.

Il naufragio


di Raimondo Augello 

Lo scorso 26 ottobre è stato pubblicato dalla Feltrinelli un libro (Il naufragio. Morte nel Mediterraneo) che ricostruisce l’intera vicenda dell’affondamento della Kater i Rades, una piccola motovedetta carica di profughi albanesi, avvenuto la sera del 28 marzo 1997. L’autore, Alessandro Lo grande, è un giovane giornalista tarantino già noto per avere pubblicato altri libri inchiesta, come quello in cui nel 2008 (“Uomini e caporali”) ha denunciato la piaga del caporalato nelle campagne del Sud Italia, libro che ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti. Questi i fatti.

"Stupor Mundi" - Riassunto degli avvenimenti più importanti del 2011



Edizione n°20, chiusa alle ore 12:00 del 29/12/2011.

In questa edizione si ripercorrono, mese per mese, le notizie e gli avvenimenti più importanti dell'anno 2011.

- Note linguistiche:

I vari termini sono trascritti seguendo i dizionari del Mortillaro e del Pasqualino.

- "Ammucciari": nascondere. Termine attestato in lingua siciliana almeno dal 1322.

venerdì 30 dicembre 2011

"L'anno che verrà"

di Francesca Saieva

Che il 2011 non si sia fatto mancare nulla (catastrofi nucleari, calamità naturali e non) è indiscutibile. Ma ancor più evidente mi sembra (come dice una celebre canzone) che “l’anno vecchio è finito ormai, ma qualcosa ancora qui non va”. E giorno dopo giorno, le testate giornalistiche lo confermano; piazza Tahir continua a ‘bruciare’ nonostante l’era post-Mubarak; non di certo più pacifiche le notizie di questo mese dal fronte siriano, dove continuano le manifestazioni contro Bashar Al Assad. Che dire poi del carico di bambini sbarcati, in questi giorni, con un gommone a Otranto, e di Samb e Diop, senegalesi assassinati a Firenze (culla della civiltà e cultura) da un ‘killer’ razzista, o per mano (secondo i più reticenti) di un pazzo omicida?

e per concludere l'anno...





senza titolo
di guido monte

tra poco si vedrà una luce bianca,
un grande
e sottile silenzio,
e nello schermo vedremo noi stessi,
mentre guardiamo il mare nero
di fronte all’antico albero della vita,
e negli occhi di ogni animale
ricorderemo sospiri
di una creatura vivente,
carezze passate,
de musicas y paraìsos de sueños,
sogni passati.
le ciel è ormai sans étoiles,
i vostri volti spenti si scrutano
senza più alcuna parola da dire.
tambien mi vista se vuelve sincera,
al lado de los columpios abandonados
y de las flores del crepùsculo,
para despertarme hace miliones de años,
en la nostalgia de un pasado lejano
che no puede volver
________________________________________
the last verses tradotti by olga milazzo

giovedì 29 dicembre 2011

Da "Tremila Mondi in un solo Istante di Vita"



di Guido Monte & Vittorio Cozzo

inferno

in quel mondo esistevano solo tre prototipi di uomo e di donna che poi si moltiplicavano all'infinito, in milioni di copie. le donne erano l'ipocrita, la sensuale, la calma apparente; gli uomini erano l'ubriaco, il violento, lo schiavo.

Date a Cesare quel che è di Cesare. Lettera aperta a Francesca Saieva


di Enzo Barone

Cara Francesca
vorrei attraverso la tua autorevole rubrica di lettere stimolare una riflessione, che spero si trasformi presto in dibattito, in polemica persino, e più si infuoca e meglio è.
La pietra dello scandalo – tanto per entrare nella terminologia biblica – è la tanto dibattuta questione sulla liceità, il dovere, l’opportunità “politica” infine, che la Chiesa Cattolica paghi come tutti i comuni cittadini l’ICI sugli immobili che non sono propriamente destinati alla professione del culto.
E’ quello che si chiedono in tanti, anche molto ben al di là del recinto che contiene l’agguerrito popolo degli anticlericali.

mercoledì 28 dicembre 2011

le choix

by Silvia Dello Russo

si faccia avanti chi ne ha davvero coraggio
perchè solo di coraggio ora si parla
l'occhio è bendato
il precipizio altissimo
è il suo turno madame
si butti e apra le braccia:
che siano ali o arti di piombo
si accomodi...

martedì 27 dicembre 2011

La cagnetta

by Sandra Collura

La nera notte
fuggiva dai tuoi occhi tondi
ed io covavo l’insano desiderio
di affondare le mani nella calda ferocia
che si affacciava dai bianchi denti aguzzi di lupo.
Dai tuoi occhi, pervasi da indifesa dolcezza,
ammiccavano le bianche lunette della paura.
E mi perdevo in quello sguardo:
la tua paura era la mia paura
Fragilità tenera e cattiva
in te si mescola con ansia d’amore
vieni dalle scure voragini dell’universo
dove la vita è un grumo di caldo sangue.
Sei venuta, un fremito di vita convulsa
con la bramosia delle tue fauci ferine.
Piccola, fragile
Col cuore ferito da carezze e abbandoni,
Cosa da vendere all’egoismo
Degli sguardi che ti desiderano.
Quel pomeriggio andavi dove fiutavi
Ti aggiravi dimentica
Col collarino rosa delicato
Ti aggiravi fremente,
nello sporco marciapiede bagnato
lucido il pelo nero, dopo la toletta.
Dalla casa alla strada, quasi indifferente
Ma, non so, forse
Il riflesso d’un istante d’amore
S’accende nelle tue scattanti zampette.
Dov’ è lo spirito?
Forse è tutt’uno con la materia di cui sei fatta.
Divina bestialità
Perfori col tuo sguardo vuoto
L’umano superiore spirito
E lo riempi di terrore.

lunedì 26 dicembre 2011

I bambini e il cane









by Sandra Collura (foto di Marta Ciravolo)


Meriggio d’inizio estate
Il vento soffiava dal mare,
come l’andante di una sinfonia
volteggiava tra i bianchi archi della terrazza
assopita
vegliavano i bambini in coppia;
giocava il vento tra i mobili capelli
e giocavano i fanciulli con la cagnetta
davano ordini, ridevano.
Lei, nera, conosceva le regole
si contendevano la palla color arancio.
Si confondevano la agili gambette
e le nere zampette.
S’inseguivano nel libero gioco
i fanciulli dalle pupille dorate
e la cagnetta dai bianchi aguzzi denti.
Come polla di acqua limpida
da un anfratto affiora, pura
così la gioia dalle labbra rosse, sorride.
Si capiscono i bambini e il cane,
parlano la stessa lingua.
Fanno un gioco dalle regole segrete.
Ma c’erano regole?
Tutto era facile, alla buona,
senza particolare intenzione
come un pranzo di domenica tra sorelle.
Infinite le varianti,
accidentale il lancio del pallone
disarmonica la corsa:
tutto senza scopo ma
armonioso.
I bambini e il cane non sapevano…
la potenza del riso in ogni gesto
la precisione della perfezione
in ogni scatto.

Il vento dal mare
s’infilava nel balcone panciuto
inondava lo spazio
incorniciato dai bianchi archi.
Non avevano paura
non avevano ancora mangiato
il frutto dell’albero.

Un paradiso, la terrazza ventosa.

domenica 25 dicembre 2011

lettere insulari a Francesca Saieva - Natale, veri e falsi simboli

Lettere 'insulari', rubrica a cura di Francesca Saieva
Se volete condividere pensieri, idee e perplessità, scrivete a francescasaieva@gmail.com

Cara Francesca Saieva,
le scrivo a proposito dell'arrivo del Natale: si vende un po’ di più e tutti continuano comunque a pensar al portafoglio, altro che solidarietà per i più deboli! Non esiste allora più la festività come momento del sacro e di vicinanza agli altri? Ciao a tutti, Adriana Burgio (Trapani)

Cara Adriana,
sin dalla notte dei tempi non c'è mai stata una demarcazione netta tra sacro e profano (mi viene in mente l'episodio di Gesù al Tempio). La storia, d'altronde, lo insegna, basta pensare a fenomeni-evento come la vendita delle indulgenze, la simonia, le crociate, il nepotismo dei papi ecc...
Sembra proprio che la naturale attitudine dell'uomo sia quella di mercificare qualsiasi cosa, tanto che fare del Natale un business credo non sia, infatti, soltanto una prerogativa dei nostri giorni.

sabato 24 dicembre 2011

E' la notti di Natali! Auguri!!

Testo e video di Fonso Genchi



La tradizione delle Novene natalizie cantate in Sicilia è molto forte. Le Novene rappresentano un’occasione per stare insieme, per fare festa per le strade e nelle piazze vivendo il Natale in una dimensione semplice e comunitaria; una dimensione molto distante da quella consumistica che si è imposta negli ultimi tempi.
Scoprire - per chi non la conoscesse - questa tradizione natalizia siciliana

Night and Day

di Laura D
Durante il periodo natalizio le vetrine ci abbagliano, gli oggetti diventano pacchi fluorescenti inghirlandati da fiocchi luccicanti. Attenzione a non lasciarsi distrarre eccessivamente dall’eccesso di fronzoli,  prima di iniziare ad avvolgere i doni da distribuire ad amici e parenti, ricordatevi che il pacco prima o poi sarà scartato. Per evitare delusioni ai lettori del blog gli eventi della settimana proposti saranno al netto della confezione.

Lettera all’amico arcangelo


by Silvia Dello Russo
(disegno di Elena Belvedere)

Arrivo cieca
davanti alle tue ali immense aperte
sorda
al tuo battito
Gabriele
la mia è un anima disperata e ha perso la speranza
anima sola che gioca costruisce scrive piange…
pur sempre sola
negli anni le è stata negata la fiducia
con le fruste dei disincanti e delle perdite
la mia anima non ha più coraggio
e non sa più
osare lasciarsi conoscere e conoscere
la mia anima ha sete
la mia anima ha fame
e si tormenta con le mani tra i capelli
(sì, i capelli dai mille colori d’arcobaleno,
quelli che portavano i sogni di una bambina)
e grida un urlo disperato e silente
mentre sola
a volte…
continua a spiare all'orizzonte

Sul tuo batter d’ali
falla salire questa notte
e portala lontano,
portala là
dove guarda.

Il paese delle meraviglie

di Raimondo Augello 

Qualche giorno fa Rai radio 1 ha mandato in onda un’intervista al responsabile di un’associazione svizzera di tutela dei diritti per i cittadini che parlando della situazione nel suo paese ha fatto dichiarazioni che meritano qualche riflessione, non foss’altro che per il fatto che esse ci presentano un quadro che in parte sfugge allo stereotipo della terra ricca, felice e civile che il nostro immaginario assegna alla confederazione elvetica. Da tale quadro emerge un paese lacerato da profonde disuguaglianze sociali in cui, al dire dell’intervistato, il 2% della popolazione detiene il 65% della ricchezza complessiva; nella sola Zurigo il 12% della popolazione vivrebbe in condizioni di indigenza e così nel resto della Svizzera, e ciò anche a causa di un sistema sanitario esclusivamente delegato a lucrose assicurazioni private.

Primavera araba, un anno dopo

di Rabih Bouallegue

Sono passati dodici mesi e sei giorni da quando Mohamed Bouazizi, giovane venditore ambulante di Sidi Bouzid si diede fuoco  di fronte il governatorato della propria città dando inizio a quella che i media internazionali hanno battezzato '' la rivoluzione dei gelsomini''  evento che portò alla clamorosa caduta , il 14 gennaio 2011 , del regime di Ben Ali, primo dittatore arabo a  cadere sotto la pressione del proprio popolo. Un evento che in seguito  spinse altri popoli arabi come in Egitto e successivamente in Libia ,Yemen , Bahrein e Siria ad emulare le eroiche gesta del ''giovane'' popolo tunisino.

"Stupor Mundi" - Edizione di venerdì 23 dicembre



Edizione n°19, chiusa alle ore 12:00 del 22/12/2011.

- Note linguistiche:

I vari termini sono trascritti seguendo i dizionari del Mortillaro e del Pasqualino.

- Città e località di Sicilia citati nelle notizie: Augusta, Caltagirone, Castellammare del Golfo, Catania, Custonaci, Gangi, Longi, Montalbano Elicona, Palermo, Sutera, Siracusa, Termini Imerese.

venerdì 23 dicembre 2011

La chute
















by Silvia Dello Russo

Sono precipitato dentro
Nel fondo
Immenso profondo
Dei miei magmatici
Bollenti
Antichissimi
Inferi
Vorticando dentro di me
Tanto che più
In alto
Alla bocca s’avvertiva il mio grido

E galleggio nei paradisiaci cieli
Negli azzurri tenui e rosa
Della mia anima

giovedì 22 dicembre 2011

un racconto di cechov




corsia numero sei
di guido monte
(dal racconto di anton cechov)

un padiglione abbandonato dell’ospedale,
dentro un bosco di lappole, il tetto arrugginito,
il camino a pezzi, i campi verdi che guardano
e invadono questo carcere triste.
e mucchi enormi di rifiuti d'ospedale.
e nikita, il custode-infermiere ottuso,
che colpisce per far male,
picchiare
l’unica via per lui possibile
per mantenere un presunto ordine.

e cinque malati, pazzi, seduti sul letto.

e uno parla in buona fede della bassezza umana,
del sogno di un mondo diverso
e di una vita che non ci sarà mai,
come tanti politici quando
mentono sapendo di mentire.
un altro parla delle tante croci al merito
ricevute da capi di stato,
come i tanti “normali” che si vantano
di immaginari riconoscimenti ricevuti
in virtù di presunte doti eccezionali.

e ogni giorno ritorna uguale,
il tè, e la zuppa di legumi.

andrèj efimyc è il dottore, e non ha cura di sé.
in ospedale non viene tutti i giorni,
tutto l’annoia, anche se continua
a comprare qualche libro di filosofia.
per lui nel mondo tutto è insignificante
e la vita è una scomoda trappola:
il passato da dimenticare,
il presente pieno di sporcizia e malattia,
tutto è vanità, tutto è uguale.
ed il vice, evgènij fëdorovic, vuol soffiargli il posto.

ivàn dmitric invece, uno dei matti,
accusa efimyc perché sani e matti sono uguali,
eppure i sani possono passeggiare e vivere
e i matti sono i malati prigionieri…
lo accusa per una disperata
e improvvisa volontà di vivere.
ma è dipeso solo dal caso, nota il dottore,
è stato solo un caso, qualcuno
in carceri e manicomi deve pur starci,
tutti moriamo e dio non c’è,
spiega il dottor efimyc…
è facile parlare così, risponde ivan
se non si è mai sofferto veramente.

ma ormai tutti sparlano del fatto
che il dottor andrèj efímyc va sempre
nellla sala numero 6, a parlare
con ivàn, e senza prescrivere niente.
e il collega chòbotov vuole rovinarlo..

allora efimyc si mette a viaggiare con l’amico
michaíl aver'jànyc, ma passa il tempo
del viaggio coricato nei divani
delle camere d’albergo, e regala a michaìl
gli ultimi suoi cinquecento rubli,
perché l’amico ha perso al gioco;
quando tornano a casa
nel frattempo il collega l’ha sostituito,
ed efimyc ha perso il posto.

ormai è dentro un cerchio incantato.

alla fine lo portano alla corsia dei pazzi,
gli consegnano una veste da camera, e le pantofole.
efímyc li indossa indifferente
e guarda i campi alla finestra.
capisce di essere troppo debole
e che deve uscir fuori, andar via…
ma l’infermiere nikita gli spacca la faccia,
e lui capisce allora tutto il dolore
che ogni paziente della corsia
doveva aver provato per anni e anni
in quel luogo di dolore.

poi di sera muore, un colpo apoplettico.
un brivido, nausea: colori, qualche visione,
poi scompare tutto per sempre.
il suo cadavere, nella cappella,
è illuminato dalla luna.

domenica 18 dicembre 2011

Il torero e la bambina (by Silvia Dello Russo)



By Silvia Dello Russo
(Disegno by Elena Belvedere)

Lui scese ritto e fiero
Possente e bello come il sole
Tra il clamor dell’arena
Che affascinata, ammaliata incantata
Lo acclamava.
L’odore della polvere il clamore della folla
Entravano pieni nelle sue narici
Ed in lui virile forza cresceva.
… Si aprirono i cancelli
Ed al posto del possente
Invincibile massiccio toro…
Ne uscì una bambina.

Il torero sventagliò il drappo rosso
Prese le sue frecce tra le dita
Ma tutto gli ricadde al suolo.

La folla acclamante
Incitava l’atto castigatore.
Il torero, dapprima esitante,
Prese tra le braccia
La bambina e la porto via con sé
Piccola e tremante

SDR

sabato 17 dicembre 2011

"Stupor Mundi" - Edizione di venerdì 16 dicembre



Edizione n°18, chiusa alle ore 12:00 del 15/12/2011.

- Note linguistiche:

I vari termini sono trascritti seguendo i dizionari del Mortillaro e del Pasqualino.

- Città e località di Sicilia citati nelle notizie: Agrigento, Catania, Palermo, Polizzi Generosa, Siracusa, Termini Imerese.

venerdì 16 dicembre 2011

Night and Day

di Laura D



Di questi tempi capita sempre più di frequente di non poter decidere la nostra sorte, che si tratti di dichiarare guerra ad un altro stato, di preservare una stabilità economica che garantisca una vita decorosa per chi ha lavorato duramente, di favorire la ricerca e lo sviluppo in un clima positivista che abbia a cuore la salute della gente. In attesa che il buon senso di molti si scongeli, possiamo ancora agire nel quotidiano; scegliere cosa leggere, cosa ascoltare, chi aiutare, dove fare la spesa, come passare il tempo libero e dare dei consigli sugli eventi della settimana:

giovedì 15 dicembre 2011

IL VIAGGIO




by Silvia Dello Russo
(foto di Valeria Greco)


vento sole e mare
incantevole trinità del navigatore

sole

Casa degli Dèi per gli erranti dei deserti

freddo gelo e alture riparo per anime turbate

ho viaggiato

camminato

navigato

ho riso

ho pianto

ho pregato

graffiato mani e cuore

straziato parole

fino a divenir muta

eppur mi è dolce

naufragar in te anima mia

e ritrovarti

e riscoprirti

ogni istante

mia nuova terra

di conquista

SDR

mercoledì 14 dicembre 2011

pensieri in scrittura automatica




by guido monte




1
tutto nasce da un gesto,
uno sguardo
dall’inconsapevolezza giovane
di chi non sa
che le cose finiscono,
come gli inconsapevoli cani e asini
che creano mondi con lo sguardo…
sapere tutto ci rende invece
un mare cieco e immobile
perché non è necessario
compiere più nulla, se
sai che dopo
giunge il grande sonno
senza sogni.
ma non c’è più tempo
per quasi niente, due occhi
non bastano, e un respiro
può solo per un poco
rallentare il ritmo del tempo…
come ascoltando i tuxedomoon
non ancora menomati dall’usura,
o scrivendo di un pazzo-malato
escluso da tutto, rinchiuso in un margine
che è ormai il nostro centro, da ricordare
perché del tutto dimenticato.

martedì 13 dicembre 2011

Il paese dell'accoglienza


di Raimondo Augello

Periferia torinese, alcuni giorni fa; una ragazza sedicenne racconta di essere stata violentata da due zingari, dando il via ad una spedizione punitiva di inaudite modalità e proporzioni che scatta nottetempo . A poco serve che subito dopo la presunta vittima racconti di essersi inventata tutto: soltanto l’intervento delle forze dell’ordine riesce ad evitare il peggio, dissuadendo più di un centinaio di facinorosi che brandiscono spranghe e coltelli e si sono lanciati ad una indegna caccia allo straniero, mentre i vigili del fuoco provvedono a spegnere le fiamme che alte si levano dal campo Rom.

lunedì 12 dicembre 2011

Lo statuto Siciliano ci salva dalla “politica” di lacrime e sangue del Governo Tecnico e non solo



di Marcello Russo

Le fasi che hanno portato alla caduta del Governo Berlusconi sono state troppo concitate e frenetiche e le motivazioni non sono state comprese dalla maggioranza della popolazione. Solo negli ultimi giorni, a frittata già fatta, sono cominciate a circolare, tra i media, le notizie sulla storia personale, professionale e sui celati interessi che rappresenterebbe il bocconiano Prof. Monti.
Le teorie definite “complottiste”, ma seguendo gli eventi possono, ormai, essere dichiarate realiste, parlano di tentativi di riduzione della democrazia nei vari Stati nazionali fino ad esautorare quest’ultimi per creare gradualmente un governo mondiale con un'unica moneta mondiale il cui prototipo è già stato realizzato e presentato alla stampa.

FABULA RASA



di Julio Monteiro Martins
photo by Giovanni Russo

Lasciare la favela
e riacquistare la favella.
Cantare
la favela carioca
con la favella toscana:
affabile favola.

Tempo fa
sulla cima di Rocinha
sono apparse le torri
di San Giminiano.
Tra i vicoli
di Santa Marta,
Santa Maria dei Fiori.
Sul Vidigal,
vendemmia.

Mira. Miracolo.
Cadenza triste di samba.
Lamento.
Violino.
Viola da gamba.

Dantesco spettacolo:
la favela brucia,
colonne di fumo nero,
cipressi.
Botafogo sull’Arno.
La città sul monte
che arde.

Spari in aria,
pallottole vaganti,
peregrini mortai.
Rio in fuoco,
fiume in fiamme.

Rivoli di sangue
sfociano nell’Arno,
nel Serchio, Tirreno.
Rivoli di vino
hanno tinto la Barra,
Niterói, Guanabara,
veleno.
* * *
Lucca, 2 maggio 2005

Julio Monteiro Martins nasce nel 1955 a Niteroi, nello stato di Rio de Janeiro (Brasile), e già nel 1976 pubblica i primi racconti. Ha insegnato in università e college americani ed europei, e dal 1996 all’università di Pisa, dove attualmente tiene il corso di Lingua Portoghese e Traduzione Letteraria. Dirige inoltre il Laboratorio di Narrativa del Master di Scrittura Creativa, presso la Scuola Sagarana di Lucca. È fondatore e direttore della rivista culturale Sagarana (www.sagarana.net).Uno dei fondatori del del Partido Verde brasiliano, e del movimento ambientalista brasiliano “Os verdes”, è avvocato dei diritti umani per il Centro Brasileiro de Defesa dos Direitos da Criança e do Adolescente. La produzione letteraria di Julio Monteiro Martins comprende numerose opere sia in portoghese brasiliano che in italiano, di narrativa ma anche poetiche e teatrali. In italiano, una monografia sulla sua opera è Un mare così ampio: I racconti-in-romanzo di Julio Monteiro Martins, di Rosanna Morace (Libertà edizioni, Lucca 2011).

sabato 10 dicembre 2011

Un'occasione perduta

di Raimondo Augello
Se l’opinione pubblica non fosse giustamente concentrata in questi giorni nel seguire gli sviluppi di una crisi economica internazionale che non ha precedenti dal ’29 ad oggi, probabilmente altra risonanza avrebbero avuto i fatti che si stanno consumando in Val di Susa. In quei luoghi un movimento di popolo, da cui restano sostanzialmente escluse le logiche di partito, fatto di gente di ogni condizione, operai, professionisti, famiglie, cerca in tutti i modi di manifestare il proprio dissenso nei confronti della scelta di costruire la linea ad alta velocità che dovrebbe collegare Torino a Lione.

"Stupor Mundi" - Edizione di venerdì 9 dicembre



Edizione n°17, chiusa alle ore 12:00 del 7/12/2011.

- Note linguistiche:

I vari termini sono trascritti seguendo i dizionari del Mortillaro e del Pasqualino.

- "Lunidìa": in questa edizione abbiamo scelto questo termine per indicare il primo giorno della settimana. Il Siciliano offre diverse possibilità per i giorni della settimana; nel caso di lunedì, a parte il più colto "Lunidìa", sono usati - a secondo del luogo - anche "Luni" e "Lùnniri" e l'italianismo "Luneddì".

- Terza persona singolare del passato remoto dei verbi della prima coniugazione (-are): in questa edizione abbiamo alternato la desinenza in -au con quella in -ò. Entrambe le versioni sono corrette ("purtau/purtò"). La desinenza che mantiene il dittongo "au" è la originaria ed è ancora abbastanza usata in varie zone dell'Isola. Nell'agrigentino è usata la desinenza in -à ("purtà")

- Città e località di Sicilia citati nelle notizie: Bagheria, Catania, Palermo, Siracusa

venerdì 9 dicembre 2011

Night and Day

di Laura D


In prossimità delle festività, sotto l’influsso del clima natalizio, si è pervasi dalla voglia di nuove scoperte. Se rinuncerete all’idea di scoprire un nuovo continente, sarà altrettanto avventurosa la riscoperta della vostra città. In Piazza Mediterraneo  nel quartiere Albergheria è stata recuperata una piazzetta, dove prima c’era degrado e spazzatura, un gruppo di volontari dell’associazione Albergherilla insieme alla collaborazione degli abitanti della zona hanno prima sgomberato il suolo dai calcinacci, poi si sono adoperati nella costruzione di panchine e aiuole multicolor con materiale riciclato e piantato fiori e arboscelli.

martedì 6 dicembre 2011

PALINGENESI FASULLA

di Julio Monteiro Martins

Borborigmo birbantello.
Procacciatore. Progenitore.
Profittatore. Profiterole.
(dimmi un po’,
quanto ti piacciono
le parole?)

Fatterello, mulinello,
turbinio, risucchio,
pescecane, pisciacane,
marzapane, piantagrane
(ma quanto ti piacciono
le parole
italiane!)

Tarassaco, talabalacco,
fuorisacco, culdisacco,
maghetta, magagna,
magari
(quanto ti stupiscono
i vocabolari!)

Pupazzo,
pompetta, pompelmo,
tafferuglio, baruffa,
buchetta, bucaniere,
carboniere, carabiniere
(sono fortissime
queste parole straniere)

Cocomero, cucuzzolo,
cuccagna, culatello,
colbacco, perbacco
(anch’io mi diverto
un sacco)

Giochetto antelucano,
nottetempo,
battifianco, nondimanco
(ma ora sono
un poco stanco)

Pipistrello, polentone,
palpatina, palmatoria,
palmarès o pince-nez
(dormo e poi,
come sempre, le sogno
in português)
* * *
Lucca, 10 Aprile 2004

Julio Monteiro Martins nasce nel 1955 a Niteroi, nello stato di Rio de Janeiro (Brasile), e già nel 1976 pubblica i primi racconti. Ha insegnato in università e college americani ed europei, e dal 1996 all’università di Pisa, dove attualmente tiene il corso di Lingua Portoghese e Traduzione Letteraria. Dirige inoltre il Laboratorio di Narrativa del Master di Scrittura Creativa, presso la Scuola Sagarana di Lucca. È fondatore e direttore della rivista culturale Sagarana (www.sagarana.net).
Uno dei fondatori del del Partido Verde brasiliano, e del movimento ambientalista brasiliano “Os verdes”, è avvocato dei diritti umani per il Centro Brasileiro de Defesa dos Direitos da Criança e do Adolescente. La produzione letteraria di Julio Monteiro Martins comprende numerose opere sia in portoghese brasiliano che in italiano, di narrativa ma anche poetiche e teatrali. In italiano, una monografia sulla sua opera è Un mare così ampio: I racconti-in-romanzo di Julio Monteiro Martins, di Rosanna Morace (Libertà edizioni, Lucca 2011).

lunedì 5 dicembre 2011

Lettere parmigiane






Lettera ad un amico di Sicilia
by Silvia Dello Russo
photo by Maria Rotolo

Amico mio, caro amico
che di storia del mondo
la tua terra è attraversata
Amico mio carissimo
che di gialli e aranci profumi
la tua sterminata terra è inebriata
La tua terra, sì
abbracciata dai mari e dalle storie
dei tempi che oggi il vento fin qui
mi narra, tra le nebbie delle mia pianura,
tra i grigi pallidi del mio umido autunno
tra le zolle scure e bagnate dei miei campi.
Quasi avverto la salsedine tra i capelli
e respiro i colori della terra tua
I profumi di Sicilia mi arrivano
come ritmo di tamburi nelle vene
e mi perdo negli strati della tua storia.
A te il rintocco delle campane
di sperduta campagna
a te il placido Po
ed i pensieri di un’amica
seduta come un’indiana al centro
della sua pianura, della sua tribù

A te il grido
che attraversa tutte le lingue tribali di terra nostra
e le mia e la tua terra danzino intorno a questo fuoco
che i tamburi si uniscano ai flauti
il tuo mare e la mia nebbia
salgano come fumo ai cieli
e siano offerta ai nostri Dèi

SDR

domenica 4 dicembre 2011

La Storia proibita

a cura di Raimondo Augello
Il video di accompagnamento è quello della canzone di Mimmo Cavallo "Siamo briganti"

Lo scrittore Pino Aprile, recentemente a Palermo per la presentazione del suo ultimo libro, Giù al Sud, la scorsa estate, in collaborazione con il regista  Roberto D’Alessandro e con il cantautore pugliese Mimmo Cavallo, ha portato in tournee uno spettacolo teatrale che traendo il titolo dal suo Terroni si riproponeva di raccontare, anche attraverso il ricorso al linguaggio del teatro e della musica, quella “storia proibita” che è oggetto della sua ormai nota pubblicazione. Particolare attenzione è stata riservata alle musiche e ai testi che ad esse si accompagnano, per le quali Mimmo Cavallo è ricorso anche a frequenti citazioni

Lettere 'insulari' a Francesca Saieva - Il silenzio della 'cultura'

Lettere 'insulari', rubrica a cura di Francesca Saieva
Se volete condividere pensieri, idee e perplessità, scrivete a francescasaieva@gmail.com

Cara Francesca Saieva,
studio da autodidatta e seguo da vari mesi il vostro blog (che mi ha incuriosito per il titolo), anche se solo ogni tanto, e sono contento che inizi anche questa comunicazione con una redattrice in una rubrica fatta per questo. Volevo chiederti questo: come vivete nel vostro sito questo "silenzio assordante" della cultura nel web, nei media, nella società? Sembra che non conti più nulla, anzi sia da noi addirittura vista con sospetto dal potere, come qualcosa di inutile e malato... percepisci anche tu questo disagio?
Saluti, Ettore Paoli (caltanissetta)


sabato 3 dicembre 2011

"Stupor Mundi" - Edizione di venerdì 2 dicembre



Edizione n°16, chiusa alle ore 12:00 dell'1/12/2011.

- Note linguistiche:

I vari termini sono trascritti seguendo i dizionari del Mortillaro e del Pasqualino.

- Città e località di Sicilia citati nelle notizie: Alcamo, Catania, Mazara, Milazzo, Palermo, Paternò, Priolo, Siracusa, Termini Imerese, Trapani.

venerdì 2 dicembre 2011

"Giù al Sud" c'è rivugghiu...



(testo e video di Fonso Genchi)

La scorsa settimana lo scrittore Pino Aprile, autore del best seller “Terroni”, ha presentato in diverse località della Sicilia (Palermo, Termini Imerese, San Marco d’Alunzio, Messina, Catania) il suo nuovo libro “Giù al Sud”. Dovunque è stato accolto da un pubblico numeroso, disposto ad ascoltarlo con attenzione ed interesse. Niente di nuovo: negli scorsi 18 mesi Pino Aprile ha girato il Sud ed è stato più volte in Sicilia ma anche nel resto del Paese - con qualche puntatina persino in America - per presentare “Terroni”; in realtà, per parlare della vera storia del Risorgimento, mettendo in luce - come ha fatto nel libro - situazioni ed episodi rimasti sconosciuti alla maggior parte dei cittadini che hanno, su questo tema, una informazione derivata quasi esclusivamente dai propri studi scolastici, studi - come oramai è risaputo - molto parziali.

Night and Day


di Laura D


E’ stato chiesto ad un esperto pasticciere di Palermo quale sia il segreto del prelibato ripieno dei suoi cannoli, lui ha risposto: “ad ogni assaggio si devono poter scoprire nuove intonazioni”. In concreto: anche se la musica non cambia, esistono innumerevoli alternative di arrangiamento. A voi gli strumenti per comporre il vostro adattamento armonico tra le iniziative della settimana:

Il 3-4 dicembre al Teatro Biondo in via Teatro Biondo 11 , è possibile assistere allo spettacolo Slava’s Snowshow, messo in scena dall’artista Slava. L’ambientazione è caratterizzata da un suggestivo scenario di ghiaccio e neve, dove dei clown si animano in rocambolesche peripezie.

La fermata




By Silvia Dello Russo
photo by Guido Monte

Alla fermata dell’autobus
una vecchia insegna luminosa lampeggia
fendendo a tratti la nebbia
affilando strali nella mia memoria.
A quella fermata dell’autobus forse due secoli prima
un bambino ed una madre, ai piedi di un gelso…
Il vento attraversava i loro folti incolti capelli.
Innanzi a loro una prateria d’infinito.
La madre, dalla mano ruvida morbida calda,
accarezza il capo del bimbo
che leggero guarda gli occhi materni
restandovi all’interno,
profondo e sicuro.

L ‘anziana signora di fianco a me
chiede che ore siano,
e si lamenta del freddo e dell’umidità,
arriva l’autobus, l’11
saliamo
e dai vetri appannati apro un piccolo tondo
col palmo del mio guanto freddo
ed in lontananza
continuo a guardare
quella madre
quel bambino
quel sole morbido e giallo infondersi
tra i rami del gelso
tra i loro capelli

martedì 29 novembre 2011

Lettere parmigiane

Rubrica a cura di Silvia Dello Russo

Recensione del romanzo di Alejandro Jodorowsky “Il maestro e le maghe”
(G.Feltrinelli Editore, aprile 2010; titolo originale dell’opera: “El maestro y las magas”, Ediciones Siruela, 2005)

A chi di noi non è capitato di perdersi?
Perdersi nelle vicende della vita, perdersi per dolore, perdersi per vissuto e storia vissuta, perdersi... senza trovarsi più.
Può capitare che tra i sentieri dello smarrimento, nel tentativo di recuperare un faro, un punto fermo, una coordinata prima, ci si imbatta in personaggi dai mille volti alla "il gatto e alla volpe” o alla “fata turchina” che come giani bifronte ci ingannano, ci confondono oppure a volte ci guidano.
Può capitare d’ incontrare persone appunto, maestre o debosciate che siano, così come può capitare di imbattersi in situazioni limite, “al bordo”, sulla strada della vita... così come sulla strada di un libro.
Alejandro Jodorowsky, nato in Cile nel 1930, oggi risiedente a Parigi, “padre” e interprete della pantomimica teatrale, regista di film che hanno riempito pagine della filmografia internazionale ( “El topo”, o “La montagna sacra”) nonché fervente autore, racconta nel suo libro “Il maestro e le maghe” uno spaccato di vita sul sentiero di uno smarrimento ancestrale, di una mai incessante ricerca delle coordinate di navigazione verso una giusta rotta.

lunedì 28 novembre 2011

# Occupy Massimo: dal 17 novembre studenti accampati in piazza a Palermo



(testo e video di Fonso Genchi)

Dal 17 novembre alcuni giovani occupano giorno e notte la centralissima piazza Verdi a Palermo dove hanno montato alcune tende e creato un vero e proprio accampamento - come gli Indignados spagnoli - in pieno centro città. Hanno chiamato l'iniziativa #Occupy Massimo, rifacendosi a quanto avvenuto a New York con #Occupy Wall Street e il loro motto è "Yes we camp". In questo video uno di loro spiega le ragioni dell'occupazione della piazza:

sabato 26 novembre 2011

Lettera di anonimo a Francesco Merlo



Un anonimo cittadino siciliano, probabilmente del messinese, ha scritto questa lettera aperta a Francesco Merlo, giornalista di "Repubblica" che, in occasione dell'alluvione di Saponara, ha messo sul quotidiano on-line un video con dei suoi commenti (questo il link al video: Da Genova a Messina, le differenze di un'Italia flagellata)

Ciccio,

ti scrivo a nome di tanti siciliani, e ti chiamo Ciccio perché anche tu sei siciliano, essendo nato a Catania.
Lo so che ti da fastidio, perché - avendo lavorato per 19 anni al Corriere della Sera e scrivendo da 10 anni per La Repubblica - probabilmente non ti piace essere chiamato “Ciccio”.
Magari, dopo tanti anni al Corriere, parli pure milanese, e Ciccio in milanese non suona bene.
Ma io continuerò lo stesso a chiamarti Ciccio, ok?

"Stupor Mundi" - Edizione di venerdì 25 novembre



Edizione n°15, chiusa alle ore 12:00 del 24/11/2011.

- Note linguistiche:

I vari termini sono trascritti seguendo i dizionari del Mortillaro e del Pasqualino.

- "Ciàuru": Odore, Odorato (in funzione di sostantivo). Probabilmente dal verbo latino "Flagrare" per "Fragrare" (emanare odore). Francese e Catalano "Flairer" (odorare). Sostantivo attestato almeno sin dal 1337 con la grafia "hyauru" (Accurso di Cremona, "Valeriu Maximu").
- "Limarra": Fango, Melma. Parola probabilmente di origine antichissima, forse pre-indoeuropea almeno nel suo suffisso "-arra", mentre la parte iniziale potrebbe derivare dal Latino "Limus" (fango, melma). Questo termine è attestato per la prima volta nel 1519 ed è presente solo in lingua siciliana (Siciliano e Calabrese)

- Città e località di Sicilia citati nelle notizie: Barcellona Pozzo di Gotto, Baucina, Caronia, Catania, Ficarra, Monreale, Palermo, Sant'Angelo di Brolo, Saponara, Siracusa, Termini Imerese, Valderice, Villafranca Tirrena.

venerdì 25 novembre 2011

mistica





di guido monte


.


l'uno nel tutto,
e l'uno chiede al tutto
soltanto il tutto stesso.
sto davanti al tutto,
mi abbandono, mi lascio andare
ogni tanto mi perdo
nelle profondità
e sono lui
sono finalmente
il seme del mosaico
sono il ramo dell'albero

non religione,
non regole,
niente forma o volto
e soltanto
linfa da un solo spirito,
l'unico verso possibile

giovedì 24 novembre 2011

Night and day

Rubrica settimanale sugli spettacoli, le mostre, gli incontri, le occasioni culturali nella nostra città

 di Laura D

Nel famoso settimanale enigmistico c’è un giochino chiamato “aguzzate la vista”.Questo è quanto vi consigliamo di fare con gli eventi di questa settimana a Palermo, guardatevi intorno, in alto, in basso, a destra e a sinistra perché potreste imbattervi in particolari nascosti.
Tra questi l’ultima edizione dei Subway-racconti leggeri come una piuma, digeribili in cinque minuti e completamente gratuiti. Un’alternativa al sudoku e la possibilità per giovani aspiranti scrittori di intrattenervi con brevissime storie dai titoli più bizzarri come Il Menoscopio, L’ultimo spenga la luce, etc..Sono disponibili tutti i giorni nelle fermate del bus e nelle librerie, non vi resta che scegliere l’argomento che più vi aggrada.


mercoledì 23 novembre 2011

Poteri Forti e Poteri Deboli

di Enzo Barone
L’avvento “salvifico” e provvidenziale del professor Monti nella catastrofica situazione economica italiana ha, ancor prima della approvazione parlamentare del suo governo, scatenato le congetture, le riflessioni e le illazioni più svariate sulla sua persona.
Per una certa corrente di pensiero, quella clandestina dei blog e di alcuni siti internet, Monti e la sua cricca altro non sarebbero che la più completa e realizzata espressione dei Poteri Forti: anzi neanche una “espressione”, ma la loro presenza concreta e reale, in anima e corpo.

Pino Aprile giovedì sera a Palermo



Giovedì sera Pino Aprile sarà a Palermo per la presentazione della sua ultima opera letteraria, il saggio “Giù al Sud”, in libreria già dalla fine dello scorso mese di ottobre.

L’autore del best seller “Terroni” (30 ristampe, in classifica per un anno e mezzo, più di 500.000 copie vendute), durante i suoi numerosi viaggi al Sud - effettuati soprattutto negli ultimi 18 mesi per partecipare a dibattiti e conferenze - non ha perso l’occasione per ascoltare storie, conoscere personaggi e realtà interessanti ma che non fanno notizia perché, come ripete spesso nel libro, “mica è mafia, mica è monnezza”.

lunedì 21 novembre 2011

lettere 'insulari' a...

Lettere 'insulari', rubrica a cura di Francesca Saieva
Se volete condividere pensieri, idee e perplessità, scrivete a francescasaieva@gmail.com

Lanciare una rubrica in un blog è sempre una sfida, soprattutto quando si tratta di qualcosa inerente la scrittura. Ciò che vi chiedo è infatti se avete mai pensato a una lettera come a uno 'spazio ritrovato'. Una casa dalle pareti bianche, prima di diventare pagine di vita.
Di certo Emily Dickinson l'avrà fatto, non avrebbe scritto questi versi "c'è una solitudine dello spazio, una del mare, una della morte, ma queste compagnia saranno".
Pensandoci bene i nostri cassetti 'segreti' e le pagine dei libri sono piene di lettere, ritratti d'immagine in "quel più profondo punto quell'isolamento polare di un'anima". Direte anche: ma lei era una solitaria e aveva tanto di quel tempo! - io veramente non ne sarei così sicura, soprattutto affidandomi alla relatività di ogni vita temporale.

sabato 19 novembre 2011

flash (the waste land, paradise lost, petronius, l’homme qui rit, handke)





by guido monte

all is grave
tudo è aflição
all is inequity
all inútil horror do mundo
visible darkness, says milton,
obscurity in people’s noises
and i don’t hope longer...
and sybilla:
“apothanein thélo”
i want to die.


but peter asks again:

"does the evil really exist?"

... and you, what matters to you?
bist du ber mir? es mecum?
are you near me?
.
finished. go

"Stupor Mundi" - Edizione di venerdì 18 novembre



Edizione n°14, chiusa alle ore 12:00 del 17/11/2011.

- Note linguistiche:

I vari termini sono trascritti seguendo i dizionari del Mortillaro e del Pasqualino.

- "Novembri": differenziandoci dalla scorsa edizione, in cui si è usato "Novembru", nella presente abbiamo scelto di usare "Novembri" perché entrambe le varianti sono ritenute colte, a differenza di "Novèmmiru".

giovedì 17 novembre 2011

Lettere parmigiane ---- rubrica letteraria da Parma a cura di Silvia Dello Russo


Recensione di un famoso romanzo di John Steinbeck
By Silvia Dello Russo
(disegno by Elena Belvedere)

“La valle dell’Eden”
(prima ed. 1952 edizioni Medusa, titolo originale dell’opera “East of Eden” the Viking Press New York 1952)

Perché rispolverare un romanzo quasi epico come “La valle dell’Eden”, di cui James Dean fu interprete nella stessa riedizione cinematografica, in un epoca in cui sbancano i libri fantasy, dalle saghe di Twilight ai vari Harry Potter del momento, è presto detto.
Come i libri “da banco” o da “sbanco cinematografico” appunto, la valle dell’Eden è la ricerca di qualche cosa, qualche cosa che salva, nell’infinita diatriba del bene contro il male.

mercoledì 16 novembre 2011

Coldrain, Die tomorrow


Da Die tomorrow dei Coldrain (album Nothing lasts forever)

Traduzione di Alessio Salitore

Niente dura per sempre
dunque non dare mai niente per scontato,
hai mai immaginato
cosa faresti se ogni cosa in cui credi
finisse domani?

Le situazioni sono più grandi di noi
ogni speranza è vana dove i sogni sono persi,
non possiamo continuare a vivere in questo modo
manipolati dall'informazione,
è sbagliato ciò che è giusto
ed è giusto ciò che è sbagliato
non possiamo continuare a vivere in questo modo.

La gente continua a vagare
per sentieri tracciati da sciocchi che non hanno cura,
non capisco perché continuiamo a danneggiare noi stessi.
Niente dura per sempre
dunque non dare mai niente per scontato...
hai mai immaginato
cosa faresti se tutto ciò in cui credi
finisse domani?

Quando tutto ciò che vedi è falso
l'unica cosa che ti rimane è chiudere gli occhi
ascoltando la voce dentro,
perchè i nostri cuori devono sopravvivere.

I nostri cuori devono rimanere in vita.

Per tutto questo tempo
abbiamo solo cercato di trovare un modo
per celare ogni cosa altrove,
per tutto questo tempo
abbiamo solo cercato di trovare un modo
per scappare via,
ora tutto deve cambiare
è giunto il momento.

martedì 15 novembre 2011

Night and day

Rubrica settimanale sugli spettacoli, le mostre, gli incontri, le occasioni culturali nella nostra città
di Laura D
Visto il tempo incerto di questo periodo, anche se spinti a fare due passi fuori da casa potreste imbattervi in un acquazzone. Non resta che consigliarvi dove trovare riparo in caso di emergenza. Ad esempio a Palazzo Riso in corso Vittorio Emanuele 365 è aperta al pubblico la mostra dal titolo SOTTO QUALE CIELO? prorogata fino all’8 gennaio; cinque artisti di fama internazionale Massimo Bartolini, Flavio Favelli, Hans Schabus, Marinella Senatore e Zafos Xagoraris traducono in opere d’arte la scoperta delle diverse località siciliane in cui sono stati ospitati, di particolare suggestione l’installazione ricavata con le luminarie artigianali di Capo d’Orlando.

sabato 12 novembre 2011

pensieri sul canale di sicilia (parte seconda)


di guido monte

e persino su queste onde nere
in mente ho questo ricordo,
di te, dio sconosciuto
a creare la vita primordiale
da madre o moglie della terra,
a partorire il cielo sulla terra,
due fratelli
frutto e radice primigenia
che tu madre-moglie
guardi e non guardi,
contempli
ma distogli lo sguardo
sulla terra-aiuola
dominata dal desiderio,
e allora un fratello uccise un fratello
e tu chiedesti dov'era
perché sentivi il grido del suo sangue,
e il fratello-assassino fuggì
e tutti scappammo
ormai soli al mondo
ma nessuno poteva più ucciderci
perché eravamo tutti assassini.
il mio inferno era il tuo rigetto,
eppure peter si chiede ancora:
"c'è veramente il male?"
come se ci fosse una scelta
che non c'è,
come se tu fossi ancora
dentro di me
e io potessi sentirti
e arrampicarmi
sulle tue profondità,
non più solo.

"Stupor Mundi" - Edizione di venerdì 11 novembre



Edizione n°13, chiusa alle ore 12:00 del 10/11/2011.

- Note linguistiche:

I vari termini sono trascritti seguendo i dizionari del Mortillaro e del Pasqualino.

- "Ammartucari": debilitare, acciaccare, distruggere. Il verbo si usa tanto nel senso fisico che in quello morale ("abbattere"). Secondo il Pasqualino, deriverebbe da verbo costruito sulla voce "mortu" preceduta da "ad" (*admorticari), nel senso proprio di "ridurre a morto", cioè "quasi morto, come morto". Normalmente si usa per le persone; in questa edizione lo abbiamo voluto accostare al nome di una città in quanto comunità di persone che la compone e non soltanto come luogo fisico.

lunedì 7 novembre 2011

Concorso letterario “I Palingenetici”

 Il Blog di informazione e cultura Palingenesi indice per la prima volta il Concorso letterario “Palingenetici” aperto a poeti e narratori  sul web. 
La partecipazione al concorso è assolutamente gratuita e i premi per i vincitori consisteranno nel dono di qualche libro di buon gusto o nell’abbonamento ad una rivista d’arte.
Il Blog Palingenesi nasce infatti semplicemente come volontà forte e disinteressata da parte di alcuni scrittori ed intellettuali di partecipare al dibattito letterario, di esprimere, nello spirito di internet, una voce assolutamente libera e spregiudicata, di offrire gratuitamente un piccolo, ma speriamo significativo, contributo alla cultura e alla informazione palermitana e (viste le caratteristiche intrinseche di internet) internazionale.
E’ con questa stessa sensibilità che abbiamo pensato al concorso “I Palingenetici”, con entusiasmo genuino, scommettendo sulla partecipazione di autori complici, che condividano lo spirito che anima il blog.
Ci auguriamo quindi che tale partecipazione sia ampia, qualificata, senza nessun interesse materiale, libri di poesia a parte, naturalmente.
Potrete inviare i vostri testi, via mail, entro il 29 febbraio 2012 con le modalità indicate nel bando contenuto cliccando sulla scritta "Per continuare la lettura..."

Gli amici di PAlingenesi

sabato 5 novembre 2011

"Stupor Mundi" - Edizione di venerdì 4 novembre



Edizione n°12, chiusa alle ore 12:00 del 3/11/2011.

- Note linguistiche:

I vari termini sono trascritti seguendo i dizionari del Mortillaro e del Pasqualino.

- Francia/Franza: come abbiamo fatto anche altre volte - e come solea fare il Pitrè - usiamo due versioni dello stesso termine. "Franza" è la versione più antica; la abbiamo scelta per accostarla al tema dell'epopea cavalleresca e dei Paladini perché ancora oggi, in qualche caso, è possibile sentirla risuonare negli spettacoli dell'Opera dei Pupi.

- Città e località di Sicilia citati nelle notizie: Cesarò, Giampilieri, Mazara del Vallo, Niscemi, Palermo, Pantelleria.

Democrazia o oligarchia plutocratica?

di Nino Sala

Il Buongiorno in prima pagina della "Stampa" dello scorso 3 novembre di Massimo Gramellini sulla Megliocrazia esplica benissimo quello che sta avvenendo in tutta Europa, ovvero la progressiva perdita di potere decisionale da parte del popolo. Infatti, l'autore spaccia il continuo attacco alla sovranità popolare da parte delle plutocrazie della finanza come il tentativo di stabilire un più equilibrato rapporto tra elettori ed eletti nelle democrazie, magari affidandosi a qualche santone dei poteri forti come Mario Monti. Mi fa rabbrividire vedere che lui scriva "per realizzare una democrazia compiuta occorre avere il coraggio di mettere in discussione il diritto di voto"
calpestando ogni principio di libertà a cominciare dal suffraggio universale in nome di una selezione oligarchica dei politici, basata su cosa? Il censo, cioè il proprio reddito? la razza? la propria città di nascita? l'appartenenza a qualche club di plutocrati o che? sarebbe giusto che Gramellini nel prossimo articolo ce lo dicesse, perchè siamo veramente interesati al suo modello di democrazia, magari scopriamo che si può fare meglio.

mercoledì 2 novembre 2011

pensieri sul canale di sicilia (inizio)



di guido monte

sono un migrante
di un solo viaggio,
migrante
in questo che chiamano
canale di sicilia.
quale poeta greco
aveva detto
di non saper più
se la vita è morte
e la morte vita?
è vero
in questa death-boat,
stanotte siamo in tanti
ma mi sento
solo nelle acque nere.
io come una di gouttes d'eau.
come uno
che può cercare solo
di sopravvivere
o morire con dignità...
un occhio vede il buio
della mia mente pietrificata,
una luna rossa di scirocco,
stanotte
sono un dimenticato
come
da milioni di anni,
e non sento neppure
nostalgia
d'un passè lointain qui
ne pourras plus retourner

domenica 30 ottobre 2011

"Stupor Mundi" - Edizione di venerdì 28 ottobre




Cominciamo da oggi la pubblicazione su Palingenesi del settimanale in lingua siciliana "Stupor Mundi" che esce ogni venerdì e riassume le notizie più importanti della settimana. Stupor Mundi nasce con la finalità di diffondere l'uso della lingua siciliana, secondo le direttive del Trattato Europeo "European Charter for Regional or Minority Languages", firmato anche dall'Italia ma mai da essa ratificato.
La lingua usata è la lingua letteraria e i termini sono rigorosamente trascritti secondo l'ortografia usata dai dizionari del Mortillaro e del Pasqualino.
Ogni edizione viene corredata dalla relativa nota linguistica.

Edizione n°11, chiusa alle ore 12:00 del 27/10/2011.

sabato 29 ottobre 2011

Verso quale Europa

di Enzo Barone 

Osservando con occhio anche superficiale gli eventi in ambito europeo di queste ultime settimane, uno dei dati di maggiore evidenza risulta questo: le decisioni fondamentali, di vitale importanza per l’esistenza stessa dell’unione europea, soprattutto quelle di natura economica, vengano sostanzialmente prese unicamente da due cancellerie: quella tedesca e quella francese, dalla Merkel e da Sarkozy, punto e basta.
E’ una riflessione solo apparentemente oziosa, se non ingenua, se si considera che si tratta dei rappresentanti dei due paesi più solidi sia economicamente che politicamente.
Si dirà: visto che i debiti dei paesi in crisi, destinati a ricapitalizzare le banche europee o ad acquistare i BOT o BTP degli stati in crisi, li pagano in maggior misura quei due paesi, è normale che questi poi facciano la voce grossa, pretendano di avere l’ultima parola nelle questioni di natura economica, rimbrottando, rimproverando, indicando la retta via a chi, l’Italia in testa, per varie ragioni si trova adesso in condizione di maggiore fragilità.

domenica 23 ottobre 2011

ricordando una poetessa "diversa"




di guido monte

in un tempo lontano ti hanno abbandonata in un manicomio, in un labirinto sagrado saturo d'odore di feci e urina sparse per terra. poi, dopo qualche elettroshock, neanche tu sapevi più capire se eri matta o no; e dopo un mese, nella cella imbottita della neurodeliri, in attesa di partorire, hai capito che il manicomio poteva essere il luogo dove potevi morire, sola, senza una mano amica, in stato confusionale.

seduta con le altre su una panca, zitta, aspettando la morte, non sai più se sei una donna, e los angeles que bajan del cristal de la ventana.
cara alda, ormai vedi morire le altre, e baci le loro labbra, ma a questo punto non riescono più a parlarti, e ti danno pentothal per svelarti un segreto, e il mondo girava velocissimo sulla tua testa mentre ti legavano mani e piedi al letto; piangi guardando le sbarre della finestra, pensando di esser tornata ad essere un antico rettile preistorico che sogna di baciare l’erba.

una vecchia degente ti guardò e ti schiaffeggiò, ma tu baciasti la sua mano perchè poteva esser quella di tua madre, e lei infatti pensò che tu fossi sua figlia.
anche se mancavi d'amore ed eri completamente imbottita di farmaci, sei rimasta te stessa a contemplare le figurine ritagliate e incollate sui vetri di una sala, ma nessuno poteva più riconoscerti, eri quella chitarra rotta apposta da un'infermiera di ghiaccio, sei diventata viuda de ti misma.
ti restò il silenzio della scrittura, dalle grate di fuoco dello stanzone, per raccontare la solitudine dei dimenticati, i legacci grigi del tuo letto di contenzione.

ora che non ci sei più quizas miras todo esto desde muy lejano, da un fondo invisibile d'infinito come al solito fumi la tua sigaretta, ancora sola, e mi sussurri all'orecchio qualcosa, di antiguos amores para pazientes poetas, ricordi ancora l'assenza di chi perdeva il contatto con la realtà ed esisteva senza vivere, l'inferno del manicomio dentro e del manicomio fuori...
ma nel nostro aldiqua, lo sai, della criminale follia ufficiale dei potenti del mondo, delle guerre, delle pratiche burocratiche per gli omicidi legalizzati, ancora non se ne può parlare, è vietato.
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l'autore ringrazia olga milazzo

giovedì 20 ottobre 2011

A sovranità limitata

di Enzo Barone

Un tempo, alle scuole medie mi pare, studiavo dei paesi ex coloniali e tra questi di alcuni rimasti ancora, qualche anno dopo la loro decolonizzazione, in amministrazione fiduciaria, cioè a sovranità limitata.
Bene oggi senza ombra di dubbio l’Italia può essere considerata nel novero di questi, se è vero, come è vero, che proprio stamattina si apprende che anche in una questione che dovrebbe essere assolutamente interna, anzi direi intima per gli interessi italiani, come la nomina del nuovo governatore della Banca d’Italia, qualcuno all’estero, il presidente Sarkosy nello specifico, gradirebbe o meglio premerebbe per la nomina di un candidato piuttosto che di un altro.
Ma gli episodi sono tanti, le coincidenze troppe ultimamente.
Qualche esempio tra i più eclatanti, di quelli grossi come una montagna.

domenica 16 ottobre 2011

Riflessioni sulla crisi economica: ci conviene rimanere nell'Euro?




di Massimo Costa*
*(docente di Economia Aziendale presso la Facoltà di Economia e Commercio dell'Università degli Studi di Palermo)

L'inflazione e la svalutazione non sono la panacea di tutti i mali, come qualcuno oggi, giustamente esasperato dall'euro, sta iniziando a dire.
Diciamo più sotto tono che sono "strumenti" di politica monetaria che, sapientemente usati, possono servire, male usati, possono essere devastanti. Anche se, devastanti per devastanti, meglio che li usi un governo che non una banca che, con un click, crea inflazione e, così facendo, sposta ricchezze reali dalle nostre alle loro tasche.
Ma questi strumenti - ripeto da non idealizzare - non sono più nelle nostre mani, in ogni caso.

sabato 15 ottobre 2011

Forte Santa Caterina (Favignana)

di Sandra Collura

Salii fino al castello del vento
Nel sole, gradini di pietra
specchi di luce
Nel volto punture di capelli
sconvolti
mentre ali di gabbiano
battono l’aria fischiante

Nel segreto dell’erba primaverile
si aprono fiori di malva, euforbie
gocciolanti bianco lattice,
aromatici finocchi piumati.
Rossi papaveri dal cuore nero
appaiono ad ogni curva
Ruta e timo profumato,
selvatico origano verde amaro:
ridenti segni del caos.

Nel cielo solo l’azzurro del mare
Immenso

All’improvviso, il corpo di pietra
appare dal basso
Creste di rampe ondulate
lo sorreggono
ciechi occhi dalle ciglia arrugginite
s’aprono
gradini, scale, spalancate aperture
in stanze dagli alti soffitti anneriti
Nessun riparo

Nel crollo, il vento
Signore del vuoto
Furibondo erra.
Nulla di integro
Solo la dura vasca concava,
alla finestra
dove l’alito di favonio scivola
per partire di nuovo,
ancora all’impazzata, sonnambulo.

L’involucro delle mura
signoreggia sul monte
dal dorso arcuato
Sentinella nel vento
custodisce la speranza delle ritmate cialome
e il disperarsi della grigia coda del tonno
sul legno della barca nera

giovedì 13 ottobre 2011

Allo Zio Pino


di Sandra Collura

Mute le litanie sacerdotali,
il silenzio sale dal pavimento
e s’instaura tra i banchi.

Nel tempio dio banchetta da solo
mentre la lunga fila
s’approssima all’altare
mascherando la propria avidità.

Il vento
che s’infila per l’alta finestra
di vetri colorati
mi porta il tuo respiro.

Siedi
sulla sedia di formica rossa
attorno al tavolo apribile
nell’afosa cucina blu,
mansueto
aspetti il pasto
una sera d’estate,
padre e madre con te
in cucina
tra i sapori del cuore:
una trinità di tepore cullante.
I tuoi occhi, miopi,
nell’attesa dell’offerta
dalle nodose mani paterne
non scrutano alcun orizzonte.

Lassù, in alto, i fiori
pochi, secchi
nel vaso di latta asciutto,
irraggiungibili.

Qui, in basso sei vicino
al cuore del tempio
nella calma sera d’agosto,
seduto tra i tuoi.
Calda, la cucina
dalle mattonelle a fiori blu.